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Emergenza Rifiuti - Raccolta Differenziata

Antonello I.
user 4970297
Ischia, NA
Post n.: 2
Da quello che leggo parrebbe essere un alternativa interessante, anche se a mio parere andrebbe certamente integrata dalla imprescindibile raccolta differenziata, in modo da ottenere la massima efficienza in termini ecologici.

A questo proposito mi chiedo come mai in italia non è mai stata considerata l' alternativa dei tritarifiuti domestici. Realizzati nel giusto modo essi contribuiscono a ridurre quello che è l'inquinamento più immediato e con cui siamo più a stretto contatto. Infatti verrebbe raccolta solo la porzione inorganica, mentre l'organico sarebbe smaltito attraverso il sistema fognario
(sempre premesso che fosse opportunamente trattato)

In questo modo si renderebbe anche più agevole la raccolta differenziata.
Si potrebbe partire da un sistema di incentivi per gli esercizi pubblici che adottassero tali sistemi (riduzione tarsu), per poi una volta scesi i prezzi degli apparecchi necessari, incentivare anche l'uso domestico.

Gradirei un opinione degli amici del meetup...

Peace
Antonello
Luca T.
user 3753233
Ischia, NA
Post n.: 72
La questione del tritarifiuti domestico venne già toccata, a suo tempo, dal tuo omonimo, proprio in questa discussione.

Ti aiuto:
L'art. 107. comma3 del T.U. da me inserito nella sezione file disciplina l'utilizzo di tale apparecchio.
Riporto:
"Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura, ad eccezione di quelli organici provenienti dagli scarti dell'alimentazione, misti ad acque provenienti da usi civili, trattati mediante l'installazione, preventivamente comunicata all'ente gestore del servizio idrico integrato, di apparecchi dissipatori di rifiuti alimentari che ne riducano la massa in particelle sottili, previa verifica tecnica degli impianti e delle reti da parte del gestore del servizio idrico integrato che è responsabile del corretto funzionamento del sistema".

Tu credi che sia possibile ad Ischia?
Ora che ci penso, stanno costruendo il depuratore al porto, forse siamo ancora in tempo per domandare se è stata prevista questa eventualità, e, in caso contrario, chiedere di integrare il progetto alla luce di un aggiunta stimata di carico organico.

In ogni caso, dal punto di vista economico ed ambientale la cosa non credo migliorerebbe, anzi.
Dato che i comuni che non hanno il depuratore scaricano in mare, verrebbe ad aumentare il carico organico nei pressi del punto di scarico a mare, con conseguenti fenomeni immaginabili;

mentre chi ha il depuratore (Ischia??), dovrebbe aumentare la quantità di fanghi di depurazione da smaltire (= aumentano i costi di gestione = paghiamo di più, a meno che essi non siano riutilizzabili, come recita l'art.127 del citato Decreto e, aggiungo, ci siano la voglia e le capacità di riutilizzarli).

In ogni caso, pertanto, è sempre munnezz.

Come vedi, le leggi forniscono quasi sempre le risposte, il punto è che non sappiamo attivarci concretamente per sfruttare in modo razionale le nuove tecnologie di recupero e riciclaggio.

Non so chi ha mai creato il detto " 'A munnezz è ricchezz". Su questa ricchezza tutti sono disposti a fare i camorristi. O forse gli imprenditori, dato che la camorra non esiste.
Quand'è che il Comune di Ischia sbloccherà l'impianto dei Pilastri?
Ai posteri....o a noi del meetup sbrogliare questa matassa.
Mario G.
user 3721573
Ischia, NA
Post n.: 248
I LOVE LUCA T.
Antonello I.
user 4970297
Ischia, NA
Post n.: 5
La questione del tritarifiuti domestico venne già toccata, a suo tempo, dal tuo omonimo, proprio in questa discussione.

Grazie per l' indicazione. Non avevo letto quella parte del thread ed ed effettivamente
mi ha fatto riflettere.

Tu credi che sia possibile ad Ischia?

Il mio era un discorso più generale, parlavo di Italia. In ogni caso ogni soluzione è perfettibile
bastano le idee. Ad esempio, un modello accuratamente studiato potrebbe fare lo stesso lavoro non con l'immissione in fogna, ma disidratando, compattando e sigillando i residui per una raccolta diretta.
Fantascienza? Probabile.
Sicuramente non una soluzione immediata, ma neanche un ipotesi da scartare a priori, sopratutto se si pensa di partire da impianti più grandi per l'uso in campo alberghiero o della ristorazione, come avevo premesso.
Andrea D.
Aboliamoli.eu
Forio, NA
Post n.: 1.280
Ragazzi allora che dite? Vogliamo provare riprendere il bandolo della matassa?

su Il Salvagente del 15-22 Novembre leggo un'interessantissimo articolo che vi riporto sotto:

Dove la raccolta differenziata funziona
IL MODELLO PRIULA "SISTEMA" I RIFIUTI
In provincia di treviso un consorzio che raccoglie 23 comuni e diventato un punto di riferimento per amministratori che arrivano da tutta Italia e anche dall'estero.


C'è una strana forma di turismo, negli ultimi anni, in provincia di Treviso. Arrivano, infatti, in questo distretto del nord est delegazioni da tutta Italia e anche dagli altri paesi europei, per "studiare" come si gestiscono i rifiuti. E non per caso: i 23 comuni che stanno attorno al capoluogo veneto sono considerati da tempo un modello per quanto riguarda la raccolta differenziata.
Riuniti in un consorzio, il Priula, i comuni dell'interland Trevigiano da cinque anni sono stabilmente ai vertici della classifica dei comuni ricicloni, una graduatoria che annualmente Legambiente stila per premiare le amministrazioni che gestiscono i rifiuti in modo più efficiente ed eco-compatibile.

UN VERO RECORD

Da queste parti la raccolta differenziata arriva a coprire anche oltre l'80% di quello che si butta, mentre la media nazionale è del 24% e l'intero Meridione non arriva al 9%. Ma c'è di più. Chi aita in questi comuni virtuosi, oltre ad avere un impatto ambientale minore, risparmia sia rispetto a quanto spendeva prima dell'avvio dell'esperienza, sia rispetto al resto d'Italia: se a livello nazionale la spesa annua media per i rifiuti è di 130 Euro a testa, per gli utenti del consorzio Priula è invece poco più di 93 Euro.
Ingredienti del successo di questo modello sono la gestione consortile (l'intero ciclo di gestione è cioè delegato al Consorzio che fattura direttamente all'utente) e la raccolta differenziata porta a porta abbinata a un sistema di pagamento che segue il principio, indicato dalla normativa europea, del chi inquina paga.
Gli oltre 220mila abitanti dei comuni del consorzio separano in casa vetro, plastica, carta, lattine, rifiuti organici (cioè il cosiddetto "umido"), e il "secco" detto anche indifferenziato, ossia quei materiali che non si possono riciclare. Lasciano poi i vari sacchi fuori dalla porta e il personale di "Contarina", l'azienda creata ad hoc dal consorzio, passa a ritirarli, controllando anche che la separazione sia stata fatta correttamente ed eventualmente multando i negligenti.
Le famiglie pagano il servizio tramite una tariffa costituita da una parte fissa (70,57 Euro) e da una variabile calcolata proporzionalmente alla quantità di rifiuto differenziato prodotto: ogni famiglia ha un bidoncino per il secco e ogni svuotamento corrisponde ad uno scatto da pagare in bolletta. Per chi tratta la frazione umida in casa, facendo il compostaggio o semplicemente buttandola nel letamaio e, è previsto anche uno sconto.

CHI E' PREMIATO
"Col nostro sistema", ci spiega Franco Zanata, Presidente del Consorzio e Sindaco di Preganziol, "si premia chi produce meno rifiuti e si stimola la gente a differenziare di più, ma anche a stare attenta, magari acquistando prodotti con meno imballaggi". Con l'entrata a regime del servizio di raccolta e del sistema di tariffazione, dal 2000 al 2006 nei comuni del Consorzio la produzione di rifiuto non riciclabile pro-capite è scesa del 73%, mentre la quota avviata al riciclo è aumentata del 135. Nel 2005 l'italiano medio ha prodotto 408 chili di rifiuti non riciclabili, l'utente medio del consorzio invece 89. I risultati non sono solo ecologici, dice soddisfatto Zanata, il consorzio Priula ha dimostrato di funzionare anche dal punto di vista economico: "questo tipo di raccolta costa meno alla collettività e costa meno alle famiglie. Abbiamo un buon rientro economico vendendo i materiali riciclati grazie alla quantità e all'elevata qualità ottenute tramite il nostro sistema di raccolta. E il ricavo ricade anche sulle bollette dei cittadini."
Il sistema di pagamento a tariffa (la Tia, tariffa di igiene ambientale) previsto dalla legge Ronchi del 97, uno dei testi fondamentali in materia di rifiuti, nelle intenzioni doveva sostituire la vecchia tassa (la Tarsu) calcolata in base alla metratura dell'abitazione. Con la tariffa di igiene ambientale si paga un importo variabile stabilito dalle amministrazioni con criteri che possono andare dal numero di componenti il nucleo familiare alla quantità di immondizia prodotta (come nel caso del Priula).
Soprattutto, la Tia copre interamente il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, mentre la Tarsu ne copre solo una parte: la parte che manca deve essere coperta dal Comune, e dunque, spiega il presidente del consorzio, i costi finiscono per ricadere comunque sui cittadini attraverso altre imposte comunali, come l'ICI. Con il sistema a tariffa le bollette sono meno salate e quindi il risultato è doppio.
I dati che vengono dal Trevigiano parlano chiaro: considerando un campione casuale di famiglie che hanno contenuto costante il numero di componenti si vede che in certi comuni del consorzio dal 2001, anno in cui è iniziato il porta a porta, al 2006 si paga fino a oltre 50 Euro in meno.
Il modello Priula, che minimizza la quantità di materiale avviato in discarica, inoltre, in un contesto in cui i costi per lo smaltimento continuano a lievitare, promette di diventare sempre più conveniente, e dunque si capisce l'interesse di chi si ispira l'ondata di "turismo" verso i 23 comuni veneti che insegnano a gestire i rifiuti.

Giulio Meneghello - Il Salvagente

Andrea D.
Aboliamoli.eu
Forio, NA
Post n.: 1.312
Ragazzi allora che dite? Vogliamo provare riprendere il bandolo della matassa?

su Il Salvagente del 15-22 Novembre leggo un'interessantissimo articolo che vi riporto sotto:

Dove la raccolta differenziata funziona
IL MODELLO PRIULA "SISTEMA" I RIFIUTI
In provincia di treviso un consorzio che raccoglie 23 comuni e diventato un punto di riferimento per amministratori che arrivano da tutta Italia e anche dall'estero.


C'è una strana forma di turismo, negli ultimi anni, in provincia di Treviso. Arrivano, infatti, in questo distretto del nord est delegazioni da tutta Italia e anche dagli altri paesi europei, per "studiare" come si gestiscono i rifiuti. E non per caso: i 23 comuni che stanno attorno al capoluogo veneto sono considerati da tempo un modello per quanto riguarda la raccolta differenziata.
Riuniti in un consorzio, il Priula, i comuni dell'interland Trevigiano da cinque anni sono stabilmente ai vertici della classifica dei comuni ricicloni, una graduatoria che annualmente Legambiente stila per premiare le amministrazioni che gestiscono i rifiuti in modo più efficiente ed eco-compatibile.

UN VERO RECORD

Da queste parti la raccolta differenziata arriva a coprire anche oltre l'80% di quello che si butta, mentre la media nazionale è del 24% e l'intero Meridione non arriva al 9%. Ma c'è di più. Chi aita in questi comuni virtuosi, oltre ad avere un impatto ambientale minore, risparmia sia rispetto a quanto spendeva prima dell'avvio dell'esperienza, sia rispetto al resto d'Italia: se a livello nazionale la spesa annua media per i rifiuti è di 130 Euro a testa, per gli utenti del consorzio Priula è invece poco più di 93 Euro.
Ingredienti del successo di questo modello sono la gestione consortile (l'intero ciclo di gestione è cioè delegato al Consorzio che fattura direttamente all'utente) e la raccolta differenziata porta a porta abbinata a un sistema di pagamento che segue il principio, indicato dalla normativa europea, del chi inquina paga.
Gli oltre 220mila abitanti dei comuni del consorzio separano in casa vetro, plastica, carta, lattine, rifiuti organici (cioè il cosiddetto "umido"), e il "secco" detto anche indifferenziato, ossia quei materiali che non si possono riciclare. Lasciano poi i vari sacchi fuori dalla porta e il personale di "Contarina", l'azienda creata ad hoc dal consorzio, passa a ritirarli, controllando anche che la separazione sia stata fatta correttamente ed eventualmente multando i negligenti.
Le famiglie pagano il servizio tramite una tariffa costituita da una parte fissa (70,57 Euro) e da una variabile calcolata proporzionalmente alla quantità di rifiuto differenziato prodotto: ogni famiglia ha un bidoncino per il secco e ogni svuotamento corrisponde ad uno scatto da pagare in bolletta. Per chi tratta la frazione umida in casa, facendo il compostaggio o semplicemente buttandola nel letamaio e, è previsto anche uno sconto.

CHI E' PREMIATO
"Col nostro sistema", ci spiega Franco Zanata, Presidente del Consorzio e Sindaco di Preganziol, "si premia chi produce meno rifiuti e si stimola la gente a differenziare di più, ma anche a stare attenta, magari acquistando prodotti con meno imballaggi". Con l'entrata a regime del servizio di raccolta e del sistema di tariffazione, dal 2000 al 2006 nei comuni del Consorzio la produzione di rifiuto non riciclabile pro-capite è scesa del 73%, mentre la quota avviata al riciclo è aumentata del 135. Nel 2005 l'italiano medio ha prodotto 408 chili di rifiuti non riciclabili, l'utente medio del consorzio invece 89. I risultati non sono solo ecologici, dice soddisfatto Zanata, il consorzio Priula ha dimostrato di funzionare anche dal punto di vista economico: "questo tipo di raccolta costa meno alla collettività e costa meno alle famiglie. Abbiamo un buon rientro economico vendendo i materiali riciclati grazie alla quantità e all'elevata qualità ottenute tramite il nostro sistema di raccolta. E il ricavo ricade anche sulle bollette dei cittadini."
Il sistema di pagamento a tariffa (la Tia, tariffa di igiene ambientale) previsto dalla legge Ronchi del 97, uno dei testi fondamentali in materia di rifiuti, nelle intenzioni doveva sostituire la vecchia tassa (la Tarsu) calcolata in base alla metratura dell'abitazione. Con la tariffa di igiene ambientale si paga un importo variabile stabilito dalle amministrazioni con criteri che possono andare dal numero di componenti il nucleo familiare alla quantità di immondizia prodotta (come nel caso del Priula).
Soprattutto, la Tia copre interamente il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, mentre la Tarsu ne copre solo una parte: la parte che manca deve essere coperta dal Comune, e dunque, spiega il presidente del consorzio, i costi finiscono per ricadere comunque sui cittadini attraverso altre imposte comunali, come l'ICI. Con il sistema a tariffa le bollette sono meno salate e quindi il risultato è doppio.
I dati che vengono dal Trevigiano parlano chiaro: considerando un campione casuale di famiglie che hanno contenuto costante il numero di componenti si vede che in certi comuni del consorzio dal 2001, anno in cui è iniziato il porta a porta, al 2006 si paga fino a oltre 50 Euro in meno.
Il modello Priula, che minimizza la quantità di materiale avviato in discarica, inoltre, in un contesto in cui i costi per lo smaltimento continuano a lievitare, promette di diventare sempre più conveniente, e dunque si capisce l'interesse di chi si ispira l'ondata di "turismo" verso i 23 comuni veneti che insegnano a gestire i rifiuti.

Giulio Meneghello - Il Salvagente

Luca T.
user 3753233
Ischia, NA
Post n.: 109
Non ci sono parole per descrivere lo stato in cui versano le zone dei Campi Flegrei: Pozzuoli, Arcofelice, Quarto, Bacoli, Miseno. E dire che quest'area è stata proposta come sito UNESCO.
Andrea D.
Aboliamoli.eu
Forio, NA
Post n.: 1.351
Non ci sono parole per descrivere lo stato in cui versano le zone dei Campi Flegrei: Pozzuoli, Arcofelice, Quarto, Bacoli, Miseno. E dire che quest'area è stata proposta come sito UNESCO.

Non so se qualcuno tra voi ha visto la puntata di EXIT su La7 di lunedì sera... davvero senza parole...shock
Luca T.
user 3753233
Ischia, NA
Post n.: 110
Vista la puntata ma, soprattutto, visto con i miei occhi il territorio di Acerra e i suoi punti di smaltimento abusivo di scorie industriali, viste le bufale ed i maschi di bufalo (i bufali, appunto!)gettati nei Regi Lagni perchè inutili dal punto di vista economico, vista la ex industria Montefibre (ora NGP), visto il futuro termovalorizzatore che spero non sia usato come inceneritore, visti i contadini, che si dicono vittime, produrre fumate di diossina nera bruciando decine di casse di polistirolo e quintali di plastica per le coperture delle serre nell'alveo dei Regi Lagni... paghi zero (smaltimento) - inquini due (falda e aria, e poi suolo, ortaggi, bestiame, persone, future generazioni).

La situazione è davvero squallida. é per questo che quando vedo Ischia mi sento subito meglio. Ma la direzione in cui stiamo andando non mi piace. Non mi piace proprio.

Scusate la citazione banale, forse anche già usata: ISCHIA, chistu mare è sempre blu?
Massimiliano I.
user 5098514
Ischia, NA
Post n.: 29
Il 1° gennaio i produttori, organizzati in consorzi o sistemi collettivi, saranno responsabili della gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. La novità principale è che i soggetti responsabili alla gestione di questi rifiuti (RAEE) non saranno più i comuni ma i produttori delle apparecchiature elettriche ed elettroniche applicando il principio del "Chi inquina paga".
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