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Emergenza Rifiuti - Raccolta Differenziata

Davide I.
Domanidomani
Organizer del gruppo
Ischia, NA
Post n.: 665
Nuovi rinvio per i sacchetti di plastica
Andranno in pensione solo fra un anno


La busta in polietilene, inventata da un ingegnere svedese nel 1965, doveva essere bandita dal 1 gennaio. Ma secondo il decreto Milleproroghe i negozi avranno tempo fino al 31 dicembre 2011 per liberarsi delle scorte
di MONICA RUBINO

ROMA - Ci sono ancora 12 mesi di tempo per sbarazzarsi delle buste di plastica. Il decreto Milleproroghe ha fatto slittare di un anno la messa al bando dei sacchetti in polietilene, prevista inizialmente il 1 gennaio 2011. Il divieto di commercializzazione delle buste usa e getta, introdotto dalla Finanziaria 2007, in verità doveva scattare a partire dall’inizio del 2010, termine già prorogato di un anno dal governo. Secondo quanto contenuto nella bozza del Milleproroghe, invece, il sistema della distribuzione avrà tempo fino al 30 aprile 2011 per smaltire le score di buste, le grandi strutture di vendita fino al 31 agosto e i piccoli negozi fino al 31 dicembre del prossimo anno. L’Italia impiegherà così più tempo per adeguarsi agli altri paesi europei che da tempo hanno scelto di mettere al bando gli involucri per la spesa non biodegradabili, come previsto anche dall’Ue nella norma tecnica EN 13432.

A nulla è valsa la petizione di Legambiente per chiedere al governo di evitare ulteriori rinvii, scontrandosi con le richieste dell’Unionplast, l’associazione degli industriali della plastica. In attesa dello stop ufficiale, tuttavia, le buste di plastica stanno gradualmente diminuendo: molte catene della grande distribuzione cominciano a farne a meno. Spesso l'iniziativa parte dalle amministrazioni locali: 150 comuni, Torino in testa, ne hanno vietato l’impiego o hanno promosso campagne per scoraggiarne l’uso come “Porta la sporta”, lanciata nel 2009. Un sondaggio di Legambiente effettuato in 80 città rivela che gli italiani sono ben disposti a dire addio al vecchio sacchetto “a canottiera”: il 73% di loro sceglierà la sportina riutilizzabile. Mentre sono molto pochi (il 16,2%) quelli che opteranno per lo shopper in bioplastica o per il sacchetto di carta (10,4%), decisamente meno pratico.

Le buste tradizionali sono una minaccia per l'ecosistema. Secondo l'Unep (Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) ogni anno uccidono 100mila mammiferi marini, come tartarughe, balene ma anche molti uccelli di mare, oltre a danneggiare l’agricoltura e la pesca. La plastica trasportata dalle onde in America ha formato un'isola di immondizia: il “Pacific Trash Vortex” è un’enorme massa di spazzatura composta soprattutto da plastica, estesa tra i 700mila e i 10 milioni di Km2, che galleggia nell'Oceano Pacifico a Nord delle Hawaii. I sacchetti usa e getta hanno una vita brevissima, ma per produrli occorrono grandi quantità di petrolio e possono rimanere nell’ambiente da 15 a 1000 anni prima di essere smaltiti del tutto, distrutti dai raggi ultravioletti e dal calore. Uno studio dell'Agenzia per l'Ambiente del governo australiano ha dimostrato che un chilo di sacchetti provoca emissioni di CO2 per circa 2.109 Kg. Riciclarli o recuperarli non conviene, poiché comporterebbe costi troppo alti. Le buste di plastica sono uno degli oggetti più consumati al mondo: solo in Italia si usano venti miliardi di sacchetti di plastica l’anno, circa 300 a testa. Farne a meno per dodici mesi, permetterebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 8 chili.

Se l’aspetto ambientale non basta, ci si può concentrare su quello economico: in molti supermarket i sacchetti si pagano circa 5 centesimi l’uno, un costo che moltiplicato per tutte le volte in cui si fanno compere può far superare i 20 euro annui a testa. Anche quando i sacchetti sono gratuiti c’è in realtà una spesa del distributore che viene indirettamente riversata sul consumatore attraverso i prezzi dei prodotti. Aggiungendo i costi dello smaltimento dei rifiuti, che gravano su ogni cittadino, si capisce bene come il passaggio alla sporta non porti che fattori positivi.

Ma quali sono le alternative alla busta di plastica? Secondo Legambiente il sacchetto in bioplastica riutilizzabile, che si degrada naturalmente nell’ambiente, è la soluzione più conveniente poiché si può usare per fare la spesa almeno dieci volte, senza rischio che si rompa. Altra possibilità sono i sacchetti di carta, che possono essere riciclati. Infine ci sono i sacchi di tessuto, che offrono un’ampia scelta: i più eleganti e robusti sono quelli in cotone, iuta o in canapa, prodotti di recente. Meno indicato il cotone da coltivazione non biologica: i pesticidi usati per produrlo, possono inquinare e in alcuni casi, comportano un elevato impiego d’energia. Ma c’è anche chi sceglie le reti in corda naturale o sintetica, le sacche chiuse da una lampo, o quelle pieghevoli.
FONTE



Procida ha dato il buon esempio ,ed in in particolare gli altri comuni delle Isole dovrebbero immediatamente copiare questa posizione , come minima presa di coscienza verso una riduzione del rifiuto a prescindere dal disinteressamento nazionale..
Mario G.
user 3721573
Ischia, NA
Post n.: 1.568
Secondo quanto contenuto nella bozza del Milleproroghe, invece, il sistema della distribuzione avrà tempo fino al 30 aprile 2011 per smaltire le score di buste, le grandi strutture di vendita fino al 31 agosto e i piccoli negozi fino al 31 dicembre del prossimo anno.

Bè non mi pare che vi sia nulla di imprevisto. Era già stabilita una gradualità nell'utilizzo da parte degli esercizi commerciali, proprio per consentire lo smaltimento delle buste attualmente già prodotte.
L'importante è che se ne sia bandita la produzione di nuove e questo non mi è ancora ben chiaro.
Davide I.
Domanidomani
Organizer del gruppo
Ischia, NA
Post n.: 669

Bè non mi pare che vi sia nulla di imprevisto. Era già stabilita una gradualità nell'utilizzo da parte degli esercizi commerciali, proprio per consentire lo smaltimento delle buste attualmente già prodotte.
L'importante è che se ne sia bandita la produzione di nuove e questo non mi è ancora ben chiaro.





Buste di plastica: il consiglio dei Ministri conferma lo stop dal 1 gennaio 2011. Stavolta niente proroghe per i sacchetti non biodegradabili

La messa al bando dei sacchetti di plastica, prevista dal primo gennaio del 2011, ha rischiato di slittare nuovamente al 31 dicembre del prossimo anno con il decreto milleproroghe. Questa volta però, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha detto no e ha passato la conferma del divieto, che entrerà in vigore tra pochi giorni.

"Lo slittamento era nella bozza e io mi sono opposta: sarebbe stato insopportabile - ha spiegato la Prestigiacomo alla fine della riunione del consiglio dei ministri - che alla vigilia della scadenza della norma ci fosse stato nuovamente un motivo per non farla entrare in vigore. Mi sono molto battuta e tutto il governo si è dichiarato favorevole al fatto che si procedesse senza ulteriori proroghe. Per le scorte faremo accordi coi produttori e i consorzi che riciclano la plastica, non credo che ci saranno problemi".




In una nota del ministero poi, la Prestigiacomo ha voluto sottolineare come quella introdotta dal governo sia una grande innovazione "che segna un passo in avanti di fondamentale importanza nella lotta all’inquinamento, rendendoci tutti più responsabili in tema di riuso e di riciclo. Perché il provvedimento possa però produrre risultati concreti, è necessario il coinvolgimento pieno degli operatori commerciali, della piccola e della grande distribuzione, perché sperimentino su larga scala sistemi di trasporto alternativi ai sacchetti di plastica, e dei cittadini”.

Felici naturalmente gli ambientalisti e tutte le associazioni sensibili ai problemi ambientali, che apprezzano la decisione del ministro. In particolare Legambiente manda un plauso al ministro Prestigiacomo per "aver scongiurato, oggi in consiglio dei ministri, una ulteriore proroga allo stop alle buste di plastica previsto dalla legge Finanziaria 2007. “Tra ordinanze di Comuni virtuosi, come Torino, e iniziative volontarie della grande distribuzione – commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - nel nostro Paese, la rivoluzione dello stop ai sacchetti di plastica è già in corso. Gli italiani, poi, hanno le idee chiare: il 73% di loro ha manifestato l’intenzione di adoperare sportine riutilizzabili, in occasione del referendum simbolico che abbiamo promosso all’uscita dei supermercati, a fine novembre in tutta Italia per la settimana europea sulla riduzione dei rifiuti”.

Tuttavia, in attesa del divieto ufficiale, le buste di plastica stanno già registrando un evidente calo nella diffusione e nell’uso; molte catene della grande distribuzione hanno iniziato a farne a meno già da mesi, distribuendo sacchetti in bio-plastica o mettendo in vendita borse di stoffa o tela, che possono essere utilizzate all’infinito.

Ma anche i comuni stanno facendo la loro parte. Circa 150 amministrazioni locali, con Torino in testa, hanno già vietato l’uso dei sacchetti di plastica e hanno promosso campagne di sensibilizzazione per scoraggiare l’uso delle buste tradizionali a favore di quelle alternative.

Ma c’è di più, perché secondo un sondaggio di Legambiente, effettuato in 80 città del nostro Paese, gli italiani sono molto favorevoli a portare la spesa nei sacchi di tela o nelle sportine di stoffa. In fondo, oltre ad avere un minor impatto ambientale, sono anche molto comode, perché più grandi e resistenti, soprattutto nei casi in cui si trasportano lattine di metallo e barattoli di vetro.
Fonte




La Prestigiacomoooooooooooooo..............­shock
mirco s.
hammuraby
Bergamo, BG
Post n.: 2.747
IMPORTANTISSIMO: questa puo essere senz'altro una veloce e
buona soluzione, per i rifiuti di Napoli:

in Italia si pagano a CONAI 140 euro a tonn (contrib.ambientale)
http://archivio-radio...­
a carico di chi produce ed immette sul mercato la plastica da imballaggio .

mentre in Germania sono 1296 euro a tonn...
che aiutano lo sviluppo della differenziata (da trasferimenti)
http://www.impresalav...­

ho provato a cercare sul sito di report, dove dice questo , ma non sono riuscito a trovarlo....

BASTEREBBE che invece di 140 euto a tonn di tassa ambientale alla CONAI..
si pagassero 1000 euro a ton x la PRODUZIONE di IMBALLI... in EU!

tenendo d'okkio le entrate si puo pagare 1000 euro a ton ...le plastica differenziata.
e credoche per 1 euro al kilo conferito.... Napoli si pulisce OGGI...

iltutto COERENTE anche con MDF!
Davide I.
Domanidomani
Organizer del gruppo
Ischia, NA
Post n.: 671
Quanto ci costa sta pazziella buona per sopperire a 5 giorni di conferimento????????????
non dimentichiamo che la provincia di napoli produce circa 6000tonnellarte al giorno




RIFIUTI: PROVINCIA; AVVIATO TAVOLO DI COORDINAMENTO PER IL TRASPORTO DEI RIFIUTI IN SPAGNA
giovedì 23 dicembre 2010
Si è svolta, presso la Provincia di Napoli, una riunione di coordinamento per avviare le procedure per il trasporto dei rifiuti (circa 30.00 tonnellate) dall’impianto STIR di Caivano al porto di Cadice in Spagna. La riunione è stata coordinata, su delega del presidente Cesaro, dagli assessori alla Risorsa Mare ed all’Ambiente, Marco Di Stefano e Giuseppe Caliendo.
Alla riunione, che ha registrato anche la presenza del delegato dal presidente dell’Autorità Portuale, Ugo Vestri, hanno partecipato sia i rappresentanti della società che gestisce lo STIR di Caivano ed il termovalorizzatore di Acerra, la Partenope Ambiente (gruppo A2A di Brescia), sia gli agenti marittimi ed i principali operatori e concessionari del porto di Napoli (Conateco, Soteco, terminal Flavio Gioia, Magazzini Generali Silos e Frigoriferi, Merismar, Logistica Portuale, Marinter, Pappalardo & Co etc) che gestiscono le attività di imbarco e sbarco. “L’incontro – ha affermato l’assessore Di Stefano – è stato sollecitato dal presidente Cesaro per avviare un contatto diretto tra il gestore dell’impianto, l’Autorità portuale e tutti gli operatori del settore, al fine di creare le migliori condizioni per una trattava diretta tra gli operatori ed i gestori dei rifiuti e per incentivare le attività di smaltimento dei rifiuti verso la discarica individuata nella penisola iberica direttamente dalla Partenope Ambiente”.
“Il trasferimento dall’impianto di Caivano al porto di Napoli – ha proseguito Di Stefano – avverrà in orari notturni, senza interferire con la viabilità cittadina e con i traffici portuali. I rifiuti, già trito vagliati e stabilizzati, saranno collocati in sacchi (Big Bags) a tenuta da 2 mc, perfettamente impermeabili, che saranno caricati direttamente nelle stive delle navi destinate al trasporto. In meno di due mesi – ha concluso l’assessore Di Stefano - si prevede la dismissione di tutte le 30.000 tonnellate di rifiuti che attualmente sono giacenti a Caivano, con un invecchiamento anche di cinque anni, liberando così un’importante risorsa per le attività ordinarie”.
Fonte
Ps: ottimisticamente ho supposto 30mila ma l articolo parla di 3mila ;-)
mirco s.
hammuraby
Bergamo, BG
Post n.: 2.787
IMPORTANTISSIMO: questa puo essere senz'altro una veloce e
buona soluzione, per i rifiuti di Napoli:

in Italia si pagano a CONAI 140 euro a tonn (contrib.ambientale)
http://archivio-radio...­
a carico di chi produce ed immette sul mercato la plastica da imballaggio .

mentre in Germania sono 1296 euro a tonn...
che aiutano lo sviluppo della differenziata (da trasferimenti)
http://www.impresalav...­

ho provato a cercare sul sito di report, dove dice questo , ma non sono riuscito a trovarlo....

BASTEREBBE che invece di 140 euto a tonn di tassa ambientale alla CONAI..
si pagassero 1000 euro a ton x la PRODUZIONE di IMBALLI... in EU!

tenendo d'okkio le entrate si puo pagare 1000 euro a ton ...le plastica differenziata.
e credoche per 1 euro al kilo conferito.... Napoli si pulisce OGGI...

iltutto COERENTE anche con MDF!

reply
Andrea D.
Aboliamoli.eu
Forio, NA
Post n.: 3.389
Allora ragazzi, ad Ischia i supermercati stanno rispettando il divieto sulle buste di plastica?
Davide I.
Domanidomani
Organizer del gruppo
Ischia, NA
Post n.: 692
Allora ragazzi, ad Ischia i supermercati stanno rispettando il divieto sulle buste di plastica?



Possono smaltire fino ad esaurimento scorte purtroppo, domani passo a casaccio da qlcn per vedere se la inseriscono a scontrino,qst non possonodevilish
Procida molto virtuosa, la maggioranza non sono supermercati come attività ,ma applicano già il bio a 5cent,alcune macellerie gratis,notizia avuta da Francesco Lubrano M5s Procida.

Ps: posso confermare un netto vedere di soluzioni sostenibili: mini trolley e movebagswink a gogo.......
Marco E.
user 6570787
Ischia, NA
Post n.: 455
Allora ragazzi, ad Ischia i supermercati stanno rispettando il divieto sulle buste di plastica?



Possono smaltire fino ad esaurimento scorte purtroppo, domani passo a casaccio da qlcn per vedere se la inseriscono a scontrino,qst non possonodevilish
Procida molto virtuosa, la maggioranza non sono supermercati come attività ,ma applicano già il bio a 5cent,alcune macellerie gratis,notizia avuta da Francesco Lubrano M5s Procida.

Ps: posso confermare un netto vedere di soluzioni sostenibili: mini trolley e movebagswink a gogo.......


oggi ho fatto la spesa con la borsa ma le buste le davano ancora... ne dobbiamo produrre delle altre perchè sono comode ed utili ma a me me ne servono almeno 2!!
Davide I.
Domanidomani
Organizer del gruppo
Ischia, NA
Post n.: 700
Per ufficialità correggo il dato di Serrara riferito alle tonnellate giornaliere di rifiuti da 11 scendono a 5,2( resta comunque alto come percentuale) .

Barano d’Ischia 11 tonnellate 10000 abitanti 3900 famiglie 400 kg all' anno per abitante.
Casamicciola 15 ton-- 8300 abitanti 3400 famiglie 550 kg all' anno per ab.
Serrara Fontana 5,2 ton-- 3200 abitanti 1300 famiglie600 kg all' anno per ab (ufficiale).
Lacco Ameno 8 ton-- 4800 abitanti 2000 famiglie 550 kg all' anno per ab.
Ischia 18 ton-- 19000 abitanti 8800 famiglie 360 kg all' anno per ab.
Forio 30 ton --18000 abitanti 8500 famiglie 550 kg all' anno per ab.

Dopo aver discusso durante l'evento sul oscuramento sui dati della differenziata avevamo qst stime :
Da questo articolo si ipotizzano questi dati:
Ischia 54%
Lacco Ameno 30/35%
Casamicciola Terme 20/25%
Barano d’Ischia 30/35%
Serrara Fontana 20/25%
Forio 17/18%

Oggi abbiamo tramite i dati ufficiali ricevuti :
Il comune d' Ischia che spende circa ­7milioni di euro l' anno per lo smaltimento dei solidi urbani e di Serrara con circa 2milioni di euro e me ne ravvedo solo oggi ,­dei dati sulla differenziata attestata al 2010 ad appena il 12%



Risolto l' arcano sulle tonnellate , ma ravvedo che invece del 20% di differenziato lo shock resta per il 12%
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